un punto di vista maschile non femminista
Il dramma della condizione maschile odierna non è l'esistenza del femminismo, ma che gli uomini sono diventati in massa femministi.
La piramide, la bugia, la rovina
In questo sito si vuole spiegare il femminismo che in pochi anni da movimento ribelle e rivoluzionario è divenuto una cultura dominante.
Vogliamo inoltre parlare della condizione maschile ed una possible autonomia psicosentimentale maschile.
Conoscere
per essere consapevoli
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Alla scuola del Titanic |
di Rino D.V.
Abbiamo capito che si può mentire sia con le verità che con le bugie e con una miscela delle due. Certo, nel mentire, le verità sono insostituibili, ma anche le menzogne più smaccate possono giovare. Una delle fondamentali dice che M ed F sono uguali. Da ciò deriva una bella cascata di conseguenze antimaschili davvero ghiotte, da leccarsi i baffi. E le ferite.
Il diritto di realizzarsi e il dovere di sopravvivere
Chi negherebbe che anche le DD hanno il diritto di procacciarsi un reddito, di intraprendere una carriera, di realizzarsi nella professione? Peccato che a questo diritto femminile non corrisponda il simmetrico maschile, ma il suo antispeculare: il dovere.
La grande mistificazione in cui viviamo ci ha resi ciechi di fronte al fatto che una donna che non abbia reddito proprio può avere, ed ha, una vita sociale perfettamente soddisfacente, piena e completa. Tutti i bisogni della scala di Maslow sono soddisfatti: salvo quello apicale. Dalla gioventù alla vecchiaia.
Le ragazze senza reddito, come fu e come è ancora, hanno i fidanzati che le raccolgono e le riportano a casa, che le conducono alle feste, ai momenti conviviali, agli incontri con gli amici, alle gite, al cinema. Hanno uomini che pagano loro la pizza e qualche cena, che fanno i regali, che si accollano le ferie. Hanno chi le accompagna e riaccompagna in ogni luogo, spesate di tutto. Hanno poi – e si capisce – la vita sessuale che desiderano. Il maschio non ha nulla di questo giacché nella relazione è quello che dà tutto, in cambio del sesso e un po’ di comprensione. Dà …se ha qualcosa da dare.
Le femmine possono avere, hanno avuto e hanno una vita sociale pienamente soddisfacente pur senza avere alcun reddito. Un ventenne che non ne ha si trova la vita sociale dimezzata, se non preclusa, e la continenza come “opzione”. Rischia la segregazione sociale, la solitudine, la castità, la depressione e il disprezzo degli altri e di se stesso. Lo si insulta e sbeffeggia con l’epiteto di “sfigato”.
Quel che vale in gioventù vale dopo, giacché nulla muta. Le femmine senza reddito – la grande maggioranza nel passato – hanno avuto la metà (e più della metà) di quel che aveva il marito. Stessa casa, alimentazione, cure, viaggi, relazioni sociali, divertimenti etc. . Qualche vestito e qualche capriccetto in più a compensare il bere e il fumare di lui. Una sola cosa mancava: la realizzazione di sé nella professione, come se gli uomini trovassero la propria nel lavoro. Mentre ci trovano il minimo: il pane, la vita sessuale, le relazioni umane e la socialità di base. Il minimo basale.
Sulla piramide di Maslow
Eppure, di fronte al gran numero di disoccupati e al più grande ancora dei precari, noi - obnubilati - mettiamo sullo stesso piano quelle che hanno tutto, salvo la realizzazione di sé, con quelli che non hanno nulla e che sognano il minimo elementare: come un miraggio.
Mentre le une sono “frustrate” nella ricerca di quel tesoro che sta al vertice della piramide, gli altri sono impediti nell’ottenere il minimo assoluto che ne sta alla base.
Tuttavia, giacché menzogna dice che sono uguali, vanno trattati nello stesso modo. Quasi. C’è qualche doveroso aiutino per quelle che – per definizione – non possono diventare “sfigate”.
Sovrana menzogna a fondamento di un’intollerabile ingiustizia, madre maligna di immensi mali individuali e sociali. Presenti e futuri.
Rino D.V.
CHE COSA E' IL FEMMINISMO
di R.D.
Il FEMMINISMO:IL TRIONFO DELL'EGOISMO E DEL RANCORE FEMMINILE
(prossimamente)
(prossimamente)
Da movimento ribelle a cultura dominante
CONDIZIONI STORICHE CHE HANNO PERMESSO LA NASCITA DEL FEMMINISMO
di R.D.
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La piramide, la bugia, la rovina |
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In Italia il femminismo è nato come una dottrina e una disordinata ma sempre piu numerosa forma di ribellione contro gli uomini.Non c’è stato una data precisa di inagurazione del femminismo come per un partito politico, il femminismo è nato come evento sociale negli anni in cui molte donne cominciavano ad entrare nel mondo del lavoro di un certo livello e ad avere una cultura superiore e soprattutto universitaria dovuta esclusivamente al profondo cambiamento della società. Le errate interpretazioni del passato e i sentimenti che questa prima generazione di donne culturalmente emancipate covavano verso il genere maschile ha dato origine al femminismo.Il nascere di certi sentimenti verso gli uomini è stato un fenomeno contemporaneo in molte nazioni occidentali e una parte di donne ha elaborato una dottrina che poi si è diffusa enormemente. Nei primi anni 60 il numero di donne laureate era già elevato in tutti i campi.Anche se l’emancipazione culturale femminile a livello universitario era già una realtà dagli anni venti, questa generazione di donne degli anni sessanta era la prima ad essere così numerosa. Il movimento femminista nasce sicuramente da queste donne e si diffonde poi a tutti gli strati sociali.
Il femminismo nasce in in periodo storico della civiltà occidentale con dei profondamenti cambiamenti storici che hanno reso possibile la istruzione di massa di molte donne ( e uomini) anche e soprattutto a livello universitario. In tale contesto nasce l’interpretazione errata del passato e l’invidia.Il sentimento dell’invidia e la errata interpetazione del passato sono i due fattori architravi della dottrina femminista.Come ho già scritto nell’intervento su “cosa è il femminismo”, il femminismo è anche altro perchè è l’esaltazione dell’egoismo , della gelosia e di altri sentimenti negativi,ma per quanto concerne la dottrina femminista propriamente detta sicuramente il pregiudizio ideologico e l’invidia sono due fattori determinanti.Il movimento femminista si è parzialmente riconosciuto nel movimento sessantottino prima e di sinistra poi col denominatore comune dell’antagonismo e della ribellione, ma nonostante ciò il femminismo non ha nessun orientamento politico.Che il femminismo sia del tutto apolitico lo dimostra il fatto che la nazione simbolo del femminismo sono stati e sono tutt’ora gli Stati Uniti capitale del capitalismo liberista.
La cultura della sinistra in italia era egemone negli anni 60 e soprattutto settanta e ha assorbito la ribellione sessantottina come metodo di protesta.Il movimento sessantottino era un movimento di pura ribellione e proprio la ribellione è la parte che ha condiviso il femminismo col movimento sessantottino e in italia post-sessantottino.Il movimento sessantottino aveva come obiettivo della sua ribellione la società così come era concepita e ordinata, la ribellione del femminismo aveva ed ha come obiettivo il genere maschile.Il movimento sessantottino è evoluto in altre forme di protesta con sfondo politico o apolitico: in italia il movimento sessantottino è conotinuato idetificandosi con la sinistra extraparlamentare quindi tingendosi di marxismo-leninismo, o con una certa forma di anarchia e ecologismo che è presente anche nel resto d’europa e in nord america.Il movimento sessantottino era un movimento contro le regole,una pura forma di ribellione, ma gran parte della protesta sessantottina è finita nello stesso anno o si è evoluta in altre forme confluite in movimenti politici o culturali ma sempre mantenendo il principio tdi trasgressione e ribellione.Il femminismo mantiene coi movimenti culturali post sessantottini l’idea base dell antagonismo ma con l’obiettivo diverso.
Lo schieramento politico non fa parte della psicologia femminile, la donna per sua natura è veramente apartitica e apolitica.Le femministe rivoluzionarie italiane degli anni primi '70 hanno scelto la sinistra come luogo per esprimere la propria rabbia e ribellione, condividendo il modo di esprimere la protesta e la terminologia ma avendo anche la possibilità e lo spazio per esprimere la dottrina femminista e la propria rabbia contro gli uomini.In italia a differenza degli altri Stati, la piazza ha avuto un ruolo piu determinante nella propaganda del femminismo perchè in italia la ribellione di piazza è stata protagonista per almeno 10 anni.Il movimento femminista in italia quindi era di sinistra per convenienza ,perchè era ribelle , perchè era abortista ma anche perchè aveva in comune la forma di lotta col marxismo leninismo. Come il movimento sessantottino il femminismo aveva in comune la ribellione assoluta, col marxismo-leninismo il femminismo aveva in comune il principio di identificare il Nemico con un blocco sociale che nel gergo del marxismo erano la borghesia , nella dottrina femminista sono gli uomini eterosessuali, nel gergo marxista gli oppressori sono i padroni , nella dottrina femminista l’oppressore della donna è il patriarcato.Come nel proletariato il femminismo si arroga il fatto di essere il depositario del Giusto.Nei contenuti però il femminismo è dottrina a se stante, i sentimenti che sono coinvolti nel femminismo ne fanno un evento culturale e psicologico molto piu profondo di altre ideologie e dottrine nate nel mondo maschile, infine il femminismo riguarda delle differenze irreversibili correlate alla natura maschile-femminile.
Nonostante le femministe si mascheravano da sinistroidi , la dottrina femminista è stata accolta da donne di qualsiasi ceto e provenienza politica e l’arma che hanno usato è stata ed è la parola. Negli anni sessanta e settanta il internet non esisteva, c’era solo una radio e una televisione di stato per cui la dottrina femminista si è diffusa tramite il passaparola, le manifestazioni, i giornali, ma soprattutto la televisione e i film.Difatti l’iniziale movimento femminista rivoluzionario era confinato alle grandi città e ad una stretta cerchia di donne e studentesse, ha conquistato numerose aderenti per il messaggio sicuramente seducente e condiviso da molte donne, ma avrebbe avuto l’esplosione di numeri e consensi senza la televisione?Probabilmente no in così breve tempo.Le femministe sfruttando il clima rivoluzionario degli anni 60 si sono proposte con la violenza e la prepotenza e con slogan molto diretti e seducenti mostrandosi come le portatrici del Giusto e del cambiamento.Si proponevano con arroganza le depositarie del giusto e dell’uguaglianza , della nuova armonia fra i sessi e dell’emancipazione femminile.Seducenti per le donne , arroganti e violente verso gli uomini.In pochi anni dalla metà degli anni sessanta circa il femminismo ha conquistato un numero tale di donne da divenire nei primissimi anni '70 un fenomeno sociale che coinvolgeva migliaia e migliaia di donne e nel giro di pochi anni, una cultura dominante.Nei primi anni 80 i principi della dottrina femminista erano già accettati come cultura dominante.
Il comportamento maschile è stata la chiave per l’affermazione del femminismo quale cultura dominante.Ai primi anni settanta il femminismo aveva ingrossato le sue fila di migliaia e migliaia di aderenti.Le donne che manifestavano nelle strade o nelle università che organizzavani iniziative e convegni erano proprio tante, tutte supportate dalla sinistra extraparlamentare e non. La propaganda andava anche e sopratutto nelle radio, in televisione , sui giornali.Nonostante il numero crescente di donne nelle fila del movimento femminista l’unico vero fattore che avrebbe determinato la imposizione della dottrina femminista e dei sentimenti del femminismo come cultura della società sarebbe stata l’ adesione degli uomini.Come si sono comportati gli uomini difronte al femminismo? Dopo una resistenza e disinteresse passivo, negli anni settanta gli uomini avevano due scelte: o aderire al femminismo o combatterlo.La parte che conta degli uomini ha aderito ai sentimenti del femminismo e alla dottrina femminista.Il femminismo così in pochi anni è divenuta una cultura di massa, i principi del femminismo e il rancore del femminismo sono stati assorbiti e condivisi da una parte sempre piu consistente di uomini che hanno addirittura elevato il femminismo a principi concettuali e morali da cui trarre e interpretare leggi.Il femminismo senza il decisivo e indispensabile consenso maschile sarebbe rimasto una dottrina e dei sentimenti espressi da un certo numero di donne ma comunque solo di una parte.Così non è stato perchè gli uomini hanno avuto paura o rifiutato lo scontro e hanno scelto la strada della sottomissione. Oggi dopo quasi 50 anni di femminismo i principi e la propaganda è la stessa di 50 anni fa, ma quello che è venuto meno è il movimento femminista che di fatto non si presenta piu come movimento rivoluzionario: le femministe dichiarate oggi sono pochissime , in effetti non serve piu dichiararsi femministe, perchè basta ripetere costantemente i principi del femminismo per mantenere la cultura dominante sempre su certe posizioni.Se la cultura dominante è femminista che senso ha dichiararsi femministe? Nessun senso,anzi è dannoso.Il termine femministe e femminismo è diventato obsoleto , gli uomini si sono sottomessi e il femminismo esiste in un altra forma : quella di una cultura dominante,che ripete esattamente gli stessi principi di 50 anni fa, in forma piu sommessa certamente ma i concetti sono quasi identici. I principi vengono insegnati nelle scuole scritti sui giornali , detti i ovunque ma soprattutto in TV.La TV è uno strumento fondamentale per mantenere i principi della dottrina femminista ancora vivi. Oggi non c’è piu il movimento femminista rivoluzionario e ben strutturato di 40 anni fa, ci sono le sentinelle femministe: le giornaliste ,le politiche,le psicologhe e sessuologhe che in televisione non perdono occasione per dire sempre le stesse cose affinche gli uomini non dimentichino mai chi è il Bene e chi non lo è.
Le femministe ci sono e sono tante ma se le femministe dichiarate si contano sulle dita della mano, le femministe praticanti attive (quelle che parlano) e le praticanti-silenti (che si muovono solo in casi eclatanti) ne sono tante.Ancor di piu sono quelle che non sono ne praticanti attive ne silenti ma aderiscono in qualche fattore del femminismo e lo sfruttano a proprio vantaggio.
Il femminismo ha vinto e da molti anni ha perso la forma di movimento di piazza ,e oggi le femministe e molte donne sono divenute le Liberate.Il femminismo e i sentimenti che si porta dietro sono come un velo culturale che copre l’intera popolazione italiana e occidentale.A seconda della singola ci può essere la donna che aderisce in modo piu attivo o totalizzante alla dottrina o ai sentimenti che ne fanno parte, c’è fortunatamente anche una parte di donne che non sono per nulla influenzate dalla dottrina e dai sentimenti del femminismo.Ne riparlerò prossimamente di questo ultimo aspetto.

CHE COSA è IL FEMMINISMO
DA MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO A CULTURA DOMINANTE
Descrivere il femminismo non è facile perchè il femminismo è un insieme di diversi fattori.Come ho già detto nell’intervento precedente il femminismo è indubbiamente il trionfo dell’egoismo femminile e del rancore verso gli uomini e data l'importanza ne ho dedicato un intervento a parte.Ma il femminismo è anche molto di più.Comincio col dire che il femminismo è innanzitutto un fenomeno sociale antimaschile.E’ un evento emozionale, sentimentale e dottrinale che si basa su alcune caratteristiche e tendenze della natura femminile e che ha come obiettivo soddisfare i bisogni femminili e praticare l’ antagonismo maschile. E’ ben oltre che una semplice ideologia, non è un movimento politico anche se la politica è uno strumento inevitabile per realizzare in pieno la dottrina femminista. Nasce nel mondo femminile nel contesto di grandi cambiamenti storici della società con la fine della società contadina.E’ un un connubio di pregiudizi e di esaltazione di sentimenti negativi, quest’ultimi in parte contribuiscono a creare la dottrina femminista la quale a sua volta fa parte del grande calderone chiamato femminismo. Il femminismo è antagonismo , ribellione contro gli uomini; è il trionfo dell’invidia, della gelosia, della superbia dell’egoismo più assoluto; non che questi sentimenti non fossero esistiti prima del femminismo, ma sicuramente erano molto piu contenuti e controllati , col femminismo tali sentimenti sono stati enormemente esaltati incoraggiati e legittimati.Non c’è assolutamente nessuna intenzione di costruire un armonia tra i generi ne migliorare i rapporti tra i generi nelle intenzioni del femminismo come invece vogliono far credere , il femminismo è puro trionfo dell’ antagonismo,della ribellione ed egoismo.Lo scopo del femminismo non è prettamente politico cioè occupare i posti di potere perchè il femminismo non è un movimento politico , il femminismo pur interessando la sfera politica mira ad un potere culturale e anche ad un potere sulle menti maschili ergo ad una totale dipendenza e psico-affettiva degli uomini, in modo tale da ottenere qualunque cosa.Le leggi sono sicuramente uno strumento importante per rendere attiva certa dottrina , ma come in tutti i regimi culturali sono il punto finale di un processo.
In questo intervento do una panoramica generale e schematica di cosa è il femminismo e una breve spiegazione di ogni fattore.Ogni singolo argomento lo tratterò nei prossimi interventi.
Come ho già detto il femminismo è un connubio di sentimenti negativi e di una dottrina. I sentimenti negativi alla base del femminismo contribuiscono in parte a creare la dottrina femminista e generare il profondo sentimento di rancore esito inevitabile del femminismo.
Tutti questi punti che sono riportati nello schema li descriverò ampiamente uno ad uno.In breve:
1)Pregiudizio ideologico: è la colonna portante su cui si fonda buona parte della dottrina femminista.Secondo tale concetto la donna è stata schiavizzata per millenni cioè da sempre dalla tirannia maschile che l’ha costretta a stare a casa e a sfornare figli.La donna è stata vittima sempre e ovunque del dominio maschile di tutti gli uomini ma in particolar modo del mondo europeo.Il racconto del passato e dell’altrove della perenne schiavitù femminile è la Grande Narrazione Femminista.
2)Invidia : è il sentimento che è alla base della dottrina femminista riguardante tutto il concetto della parità e della discriminazione femminile.La lotta per la parità e contro la discriminazione(per la gran parte) è una lotta sleale perchè oltre a rivendicare dei diritti inesistenti che in realtà sono solo privilegi , non dicono cosa realmente le spinge a denuciare la mai raggiunta parità passata, presente e futura con l’uomo:l’invidia della mente maschile.
3) Gelosia: è un sentimento fortissimo e potentissimo mai esploso con tanta irruenza e violenza come in questi ultimi 40 anni grazie all’avvento del divorzio che ha fortemente incoraggiato questo sentimento.E’ il vero motivo della grande maggioranza di richieste di separazione delle donne. La donna è gelosa del proprio marito e chiede la separazione perchè vuole la genitorialità assoluta sul proprio figlio, non accetta che il proprio figlio possa dividere l’affettività con un altra persona, vuole l’affettività del figlio solo per se, vuole un rapporto esclusivo e unico.E’ la stessa gelosia che negli uomini si manifesta verso altri uomini.
4)Superbia.La donna liberata, istruita, ha una concezione di se decisamente sopravvalutata, si sente superiore all’uomo sia intellettivamente che moralmente.Con l’emancipazione culturale si sono enormemente insuperbite,non lo si può negare. Sembrano contradditorie i sentimenti di invidia e superbia ma c’è spazio per entrambi nel femminismo.
5) Egoismo: come ho già detto nell’intervento precedente il femminismo è il trionfo del rancore e dell’egoismo femminile.Se c’è una linearità nel femminismo è quella di contrastare mai i bisogni e le pulsioni femminili.Il femminismo esalta l’egoismo femminile perchè mette al centro di tutto la donna e i propri bisogni, tutto il resto ci ruota attorno, uomini compresi.Anche nell’ambito egoistico rientra tutta la questione dell’erotismo e dello smutandamento.Mai come ora siamo nell’era della vanità femminile, ma mai come ora la donna provoca eroticamente e sembra non avere limiti.Non lo fa però per un piacere agli uomini, lo fa solo ed esclusivamente per se stessa.
Dottrina femminista
la dottrina femminista agisce su vari fronti ed è composta da vari concetti:
1) donna origine del bene e dell’innocenza: La prima conseguenza del pregiudizio ideologico è che la donna si considera il Bene e l’innocenza.’ una colonna portante del femminismo che ha imposto questo principio come dogma.
2) Colpa e Debito maschile: L’uomo è Colpevole.Uno dei pilastri della dottrina femminista è che l’uomo è Colpevole e deve sentirsi tale per sempre.Colpevole di aver schiavizzato la donna da sempre.Non importa se gli uomini di oggi non sono quelli di ieri, si devono sentire comunque colpevoli.Le presunte e inventate colpe dei nostri antenati ricadono sulle presenti e future generazioni, per sempre.La conseguenza della Colpa è che gli uomini di oggi e del futuro hanno un debito, un debito infinito verso le donne per tutto il male che hanno commesso nei secoli passati.Ci tengo a precisare che questa colpa e questo debito inventato dalle femministe e dal femminismo non avrà mai fine.L’unico evento che può tollerare gli uomini agli occhi della Liberata è la conversione maschile al femminismo e la perenne confessione della propria colpa di essere nato uomo e il riconoscimento di fatto della superiorità morale femminile.
3)vittimismo.In qualsiasi circostanza la liberata si mette al centro di un ingiustizia a suo danno anche quando non ne ha assolutamente nessun tipo di giustificazione come nel caso della della mercificazione del corpo femminile e di altre spudorate affermazioni.
4)Parità e discriminazione: tutta la teoria sulla parità che mai ci sarà e sulla discriminazione della donna sempre e ovunque , origina dal sentimento dell’invidia.L’invidia della mente maschile è l’origine di questa parte della dottrina femminista e non è spiegabile con altre teorie razionali fatte di numeri e discorsi politici.La parità che non ci sarà mai è la rivendicazione di qualcosa che non ci potrà mai essere.
5)Violenza sessuale e cultura dello stupro.Nella dottrina femminista l’uomo è intrisicamente malvagio e tiranno.Il rapporto sessuale viene considerato non come un atto naturale, ma come una violenza sul corpo della donna sia esso conseziente o meno.Il coito nel femminismo è la manifestazione della tirannia e della innata malvagità maschile.Il rapporto sessuale è tollerato come indispensabile atto per la procreazione ma il pregiudizio per cui il sesso è una violenza è profondamente radicato in molte donne.La concezione di violenza sessuale si è allargata a dismisura fino a poter essere tutto: uno sguardo , una toccata non voluta talvolta anche la sola vicinanza maschile.Ma ancor piu grave è la reazione alla presunta molestia: una rabbia incontenibile e impressionante del tutto inappropriata per il gesto ricevuto.
Nella cultura dello stupro, lo stupro viene concepito non solo come una costrizione violenta a subire un rapporto sessuale, ma ogni semplice insistenza è di fatto un tentativo di stupro.Essere vittima di stupro può essere deciso anche dopo il rapporto come frutto di un ripensamento.
6)assoluto libero arbitrio femminile:La Liberata fa quello che vuole.Nella dinamica del rapporto con l’uomo il femminismo ha imposto che la donna non ha nessun limite se non quello che si pone lei, fa letteralmente quello che vuole: come diretta conseguenza della sua innata Innocenza e Giustizia , la donna può: svestirsi , insultare, sfottere, molestare o usare violenza fisica sull’uomo.Lei può farlo perchè è la Innocente e la Giusta.
7)Diritti solo femminili e doveri solo maschili: la dottrina femminista dice apertamente che i diritti sono femminili, i doveri sono maschili.La donna ha diritto di...,l’uomo ha il dovere di.... nel rapporto tra i sessi il femminismo è molto chiaro: ogni dovere verso l’uomo è un atto di servitù al tiranno e questo da una donna liberata non può essere accettato.I doveri maschili invece (prendersi le proprie responsabilità) sono un atto dovuto, chi non si prende le proprie responsabilità va punito, gli obblighi sono maschili e chi non si adegua va punito.Alla donna ogni cosa è dovuta, ogni sua richiesta (diritto) deve essere esaudito a colpi di legge in nome della parità...e della prepotenza.
un punto di vista maschile non femminista
2011|